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“Marciare non marcire” è stato il monito belligerante della poetica futurista che investì tutti i campi artistici dalla pittura, alla letteratura, alla musica, al teatro, fotografia, cinema. Il sovvertire la retorica e andare oltre il limite dei confini sensoriali rivoluzionò l’habitus artistico, contestualizzandolo in un’ideologia politica interventista.

Un’eterogeneità delle manifestazioni artistiche dove la libertà e il dinamismo regnavano sovrani. Una contaminazione tra i vari generi stilistici come nel caso delle “parolelibere”, delle poesie grafiche, ibride tra scritto e figurativo. Una rivoluzione della sintassi, una volontà di innovazione e di sovversione degli schemi consolidati letterari. Marinetti sosteneva l’epurazione di orpelli linguistici quali aggettivi, avverbi, punteggiatura, utilizzare i verbi solo all’infinito, e “creare parole in libertà”. L’intento era di produrre un nuovo formulario comunicativo, in antitesi a quello tradizionale stagnante, che desse un’impressione di enfasi nell’utilizzarlo.

Frasi che suonavano come precetti, assiomi, nella loro linearità sintattica. “In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero”. Eliminare la metrica tradizionale e portare lo stendardo del “verso libero”. Lo stesso sperimentalismo e desiderio di varcare la frontiera stilistica fu adottato nel campo della musica. Francesco Balilla Pratella con il suo manifesto sdoganerà gli studi musicali dalle costrizioni della retorica estetica. L’incentivo era di dare libero sfogo alla pura fantasia, avulso da dogmi consolidati.

Con maggior ardore e determinatezza questa linea di pensiero fu accolta e approfondita da Luigi Russolo. Costui operò una vera e propria rivoluzione. Realizzò degli strumenti musicali mai esistiti prima, con la conseguente produzione di sonorità sconosciute finora. La complessità della società comportava un cambiamento nel sentire e percepire gli stimoli sensoriali, in questo caso auditivi. Russolo asseriva: “Ci avviciniamo così sempre più al suono-rumore”. Classificava tra suoni e vibrazioni accidentali e suoni creati artificialmente dall’uomo. L’apologia di Russolo del rumore, come suono con la stessa meritocrazia delle altre sonorità consolidate, era basato proprio sul principio che questo richiama alla vita in quanto ne è una pura espressione. L’artista divideva sei famiglie principali di rumori: rombi, fischi, bisbigli, stridori, percussioni e voci. Seguivano i sottoinsiemi come nel caso dei rombi: boati, tonfi ecc. Attraverso la creazione degli “intonarumori”, del rumorarmonio”, dell’arco enarmonico, fornirà l’orchestra futurista degli strumenti per riprodurre e amplificare le sonorità. Il pragmatismo e la concretezza insite nell’ideologia futurista erano delle muse che ispiravano l’arte al reale. Tutto il mondo circostante, dai bagliori luminosi, alle forze centripete, ai fragori rumorosi, costituiva arte, o comunque terreno fertile da cui attingere per creare arte.

Di: Costanza Marana

Fonti:
Futurismo. La prima Avanguardia, Claudia Salaris, Firenze, Giunti Editore, 2009
Le due avanguardie. Dal Futurismo alla Pop art, Maurizio Calvesi, Bari, Laterza, 2008

                                                                                

Le due guerre che hanno sconvolto il mondo

Di Costanza Marana

Nata a Roma, di origini fiorentine, laureata con il vecchio ordinamento in scienze politiche, indirizzo storico, con una tesi sulle aspettative di ruolo: l’homo sociologicus di Ralph Dahrendorf. Ho lavorato alla gestione bibliografica in una biblioteca e per passione ho conseguito un altro titolo studio in storia: una laurea specialistica in storia medievale e moderna. La tesi verteva sullo studio e ricerca di carteggi della metà del 600 appartenuti alla duchessa Giovanna Frangipane della Tolfa Orsini. Ricostruire la vita di questa donna e la documentazione riguardante suo figlio, divenuto poi papa Benedetto XIII, è stata una esperienza meravigliosa conclusasi con la pubblicazione di una miscellanea sull’ argomento. Appassionata di storia medievale moderna contemporanea, di storia dell’arte, di storia della musica e di letteratura ho una vera e propria fede nel potere delle parole, come declama Fedra a Ippolito nell’Epistula di Ovidio. Fede e volontà nello scrivere e riportare l’originalità e la peculiarità della storiografia e dell’iconografia. Campo di studi: Storia dell’arte, Storia della musica

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