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Un romanzo la cui prima pubblicazione nel 1964 implicò un suo ritiro immediato dal commercio perché ritenuto troppo audace nonché offensivo del comune senso del pudore. L’autrice  Milena Milani a seguito di tale giudizio fu processata e condannata.

Il libro

La storia di una ragazza, Jule, il cui nome sarà etichetta di esperienze personali dal gusto a dir poco torrido, che nel viaggio della vita, abilmente narrato dall’autrice, scoprirà la sua identità di donna nonché di soggetto debole sottoposto alle angherie di una società perversa poco rispondente alle fragilità connesse ai cambiamenti.
Il romanzo analizza la vita di Jule partendo dall’infanzia per giungere ad un’adolescenza tormentata da istinti passionali prima subiti dalla sua sua governante allorquando era ancora poco più che una bambina, per poi  essere trasferiti da parte sua verso compagni sempre diversi pur essendo legata sentimentalmente all’unico giovane a lei caro, Lorenzo, amico di infanzia nonché promesso sposo.

Una storia ricca di avvenimenti introspettivi ambientata in un arco di tempo, il quale, in apparenza appare essere forgiato su solidi principi la cui morale si fa discendere ad un cattolicesimo imperante. Gli anni trenta, e il fluido decorrere della storia che conduce alla seconda guerra mondiale, a quanto di essa sia stato travolgente nonché a come questa ultima abbia indotto gli italiani alla disillusione, al vuoto di spirito, alla vacatio culturale.
Uno scorcio di vita che trascende i fatti cruenti per giungere alla psiche di una donna che si lascia travolgere da passioni fugaci forse per imprimere la sua essenza vitale in un  mondo sordo e crudele poco incline alla comprensione della frangibilità umana.

La figura di Jule

Jule è un soggetto condannabile agli occhi dalla morale comune eppure il coraggio di affrontare se stessa, quegli errori che imporrano il suo atteggiamento libertario a dispetto della pudicizia di facciata, hanno indotto i lettori dell’epoca a porsi molteplici domande sulla sessualità e soprattutto su come quest’ultima possa caratterizzare elemento fondamentale dal punto di vista dell’aspetto introspettivo di un individuo.

la ragazza di nome giulio

Il ritiro del testo

Un romanzo la cui prima pubblicazione nel 1964 implicò un ritiro immediato dal commercio perché ritenuto troppo audace nonché offensivo del comune senso del pudore. L’autrice Milena Milani a seguito di tale giudizio fu processata e condannata a sei mesi di reclusione più una pena pecuniaria di 100.000 lire. Sarà ritenuta libera da qualsivoglia accusa nel 1967 allorquando Giuseppe Ungaretti accompagnato da un gruppo di intellettuali invocherà per lei il diritto alla libera espressione, nonché alla libertà di parola. Un fatto storico che, a parere di chi scrive, risulta essere di fondamentale importanza al fine di comprendere quale effetto impattante aveva la censura in Italia e come questa ultima tese a manipolare opere il cui senso andava ben oltre la superficie. Vennero contestati alla Milani intere pagine del suo romanzo decontestualizzando, in maniera a dir poco criminale, il senso specifico dei processi intimi di un soggetto come Jule, sottoponendo al vaglio  della corte persino la vita personale della Milani valicando, dunque, il confine che si pone tra chi scrive e lo scritto.

In seguito la Milani dirà di questa esperienza:

“Siamo noi che siamo cambiati, la società va avanti, ha nuove aperture mentali, la sessualità è ridimensionata, è vista come mezzo di incontro, di comunicazione. E il pudore non ha più l’ipocrisia del passato, ma invece una libertà gioiosa e provocatoria”

Un’opera che ha il merito di aver posto un accento su di una nuova coscienza femminile, una che esiste indipendentemente dalla morale comune o dalle costrizioni sociali, che vince qualsivoglia forza per rispondere alla propria anima con un’onestà che travalica le coscienze fino a giungere nell’intimo disperato dell’io interiore.

fonte:
Milani M. – La ragazza di nome Giulio – Longanesi editore –  anno 1964

Di Anna Di Fresco

Il mio nome è Anna Di Fresco, laureata in giurisprudenza all’università degli studi Federico secondo di Napoli. La mia passione è la scrittura in tutte le sue forme sia che appartenga alla sfera dell’immaginifico che della ricerca, ed è proprio partendo dall’intreccio delle parole che provo a raccontare i fatti del mondo nel tentativo di far sì che al lettore arrivino oltre ai fatti, tutte le immagini che si formano nella mia mente. Raccontare la storia e riscriverla rileggendola dal punto di vista delle emozioni, delle sensazioni, e di quelle sfumature che arricchiscono i fatti degli uomini in tutto il loro complesso dispiegarsi, rappresentano per me oggetto di profonda attenzione, e l’auspicio è quello di riuscire a rendere i miei scritti piacevoli e allo stesso tempo incisivi dal punto di vista dalla ricerca storiografica. Detto questo, buona storia amici! Campo di studi: Storia contemporanea

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