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Ogni nota della suite “La tomba di Couperin” è dedicata da Maurice Ravel alla memoria storica e artistica dei suoi amici caduti in guerra. . Costui schierato al fronte per la patria, a causa della sua vulnerabilità viene rimpatriato presto. Il dolore provato per la perdita dei compagni viene interiorizzato e sublimato in questa nobile composizione.


La sua intenzione è di avvalorare con la musica il sacrificio compiuto dai partecipanti al conflitto mondiale
Un documento storico, che coinvolge direttamente l’interlocutore immaginario e stigmatizza, attraverso l’estetica di uno spartito, il senso umano di deflagrazione.

Ravel nel periodo di tempo intercorso tra 1914 e 1917 traccia una mappa emotiva di un’etica dell’onore; della causticità di una morale (a tratti ridondante); di una sintassi emotiva portata all’anomia. Visionario e veemente, riproduce ufficiosamente un senso di verità ineluttabile, di fine senza principio.

Sembrano echeggiare i versi di Rilke: Sii oltre ogni addio, come se fosse già dietro di te (Sonetti a Orfeo).

L’opera è suddivisa in sei parti: “Alla memoria di Jacques Charlot”; “Alla memoria di Jean Cruppi”; “Alla memoria del tenente Gabriel Deluc; Alla memoria di Pierre e Pascal Gaudin; Alla memoria di Jean Dreyfus; Alla memoria di Joseph de Marliave. Il titolo nasce dall’intenzione di Ravel di porgere un tributo al clavicembalista barocco Francois Couperin.

La struttura della suite contempla la schematica delle danze (Furlana, Rigaudon, Minuetto) e i topos strumentali del preludio e toccata. Originariamente è prevista la sola esecuzione pianistica, nuda, cruda che garantisce un’aura sacrale; mentre è stata arricchita da fiati e archi per l’ensamble orchestrale. Il monito di Ravel è civile, ma la sua intenzione si cela anche nell’assenso a un desiderio di eternare la bellezza.

Vige un’aristocrazia dei sentimenti e la sofferenza siede sul trono. La sua sublimazione è ragion di vita per l’artista. Esiste una memoria storica e una memoria artistica.

Non ergete lapidi. Fate solo che ogni anno fiorisca a lui la rosa (R. M. Rilke)


Di: Costanza Marana


Fonti:
Breve storia della musica, Massimo Mila, Torino, Einaudi, 1977;
Le tombeau de Couperin : Suite pour piano, Maurice Ravel, Paris : Durand & C., 1918

                                                                                 

Le due guerre che hanno sconvolto il mondo

Di Costanza Marana

Nata a Roma, di origini fiorentine, laureata con il vecchio ordinamento in scienze politiche, indirizzo storico, con una tesi sulle aspettative di ruolo: l’homo sociologicus di Ralph Dahrendorf. Ho lavorato alla gestione bibliografica in una biblioteca e per passione ho conseguito un altro titolo studio in storia: una laurea specialistica in storia medievale e moderna. La tesi verteva sullo studio e ricerca di carteggi della metà del 600 appartenuti alla duchessa Giovanna Frangipane della Tolfa Orsini. Ricostruire la vita di questa donna e la documentazione riguardante suo figlio, divenuto poi papa Benedetto XIII, è stata una esperienza meravigliosa conclusasi con la pubblicazione di una miscellanea sull’ argomento. Appassionata di storia medievale moderna contemporanea, di storia dell’arte, di storia della musica e di letteratura ho una vera e propria fede nel potere delle parole, come declama Fedra a Ippolito nell’Epistula di Ovidio. Fede e volontà nello scrivere e riportare l’originalità e la peculiarità della storiografia e dell’iconografia. Campo di studi: Storia dell’arte, Storia della musica

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