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Un approfondimento sulla poetica di Giovanni Andrea Coppola, pittore italiano che si è distinto nell’epoca barocca per il suo stilema sacro, accademico e un imprinting scientifico.

Brevi cenni biografici

Giovanni Andrea Coppola (1597-1659) è un pittore italiano che svolge la sua attività prevalentemente nella sua città natale, Gallipoli, magnificando il loco con opere dalla narrativa sacra baroccheggiante. Da natali nobili napoletani trasferiti in Puglia, il suo imprinting scientifico lo qualifica, grazie alla sua formazione, dottore in medicina. La sua estrazione edotta lo porta ad un’impostazione accademica nell’approccio artistico, maturato anche grazie (probabilmente) a dei viaggi a Firenze, Roma e Napoli, attingendo al repertorio diffuso. Il suo credo artistico risuona dell’ufficialità della sua posizione, in seguito al suo matrimonio con Elisabetta Riccio, ricoprì la carica di sindaco e altre funzioni onorifiche.

Martirio di S. Agata

Nel “Martirio di S. Agata” è immanente la carica manierista che si assembla con la teatralità barocca che verticalizza la prospettiva, suggerendo il punto di fuga ad hoc per creare quella sensazione di vertigine nello spettatore che ne rimane sopraffatto. Un magnificat che esalta l’animo e la grandiosità del sacrificio mistico. Il focus risiede nel corpo della giovine, esibita prima di subire la recisione fisica. La fiera vergine, conscia della sua fede, innanzi al proconsole Quinziano, circondata dagli altri carnefici ebbri del vilipendio, stigmatizza tutta la prosopopea sacra narrativa in voga all’epoca. A degradazione sulla scalinata i corpi degli altri personaggi che assistono all’evento descrivendo, attraverso le posture, un vortice che sottende e protende il preludio del misfatto.

Poetica artistica

La maniera alleggerisce il pathos dell’esecuzione, sovvertendo i parametri scenici allineandoli con la retorica stilistica attuale, caratterizzando l’esemplificazione come una glorificazione. A rendere ciò il coro di angeli sospinti dal cielo verso il capo di Agata premostrando l’indice di santità. Un’architettura fastosa, pregna di enfasi che dà mostra di un’intenzione didattica e civile, oltre che artistica. 

Le anime del Purgatorio

 Altra opera, contenuta nella cattedrale di Gallipoli, è “Le anime del Purgatorio” che ammonta a una scenografia visiva impegnativa, ben strutturata e ragionata da Coppola. La perfezione esecutiva, ove l’impianto è stimato nel suo insieme. Vengono progettate le parti singolarmente per apporle in questo insieme teso al virtuosismo stilistico. L’antitesi tra Inferno e Purgatorio, ove i corpi dannati lacerati, ossessi e tormentati, sono invisi alla fiamma ardente della purificazione cristiana. Un integralismo dottrinario e dogmatico che feconda la sopraffazione del Bene sul Male.

Eco michelangiolesco

Il richiamo a Michelangelo è presente nella suggestione compositiva e nella lettura scientifica della figurazione umana, intesa nella sua possanza muscolare e nervosa. Anche la semantica dietro la tela manifesta la volontà di un giudizio sull’operato umano, esemplificando il suo limite, ricondotto al bene dall’etica cristiana.  Coppola svolge nel mentre anche la sua attività di dottore che connota di un senso scientifico anche il suo vigore artistico.

Fonti

Giovanni Andrea Coppola, Francesco Fracanzano e altri fatti di pittura in Puglia (nella prima metà del Seicento), Lucio Galante, · Estr. da: Annali della Scuola normale di Pisa, serie III, vol. V, 4, 1975

Coppola, Giovanni Andrea, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 28, 1983

Pina Belli D’Elia, COPPOLA, Giovanni Andrea, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 28, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1983

Di Costanza Marana

Nata a Roma, di origini fiorentine, laureata con il vecchio ordinamento in scienze politiche, indirizzo storico, con una tesi sulle aspettative di ruolo: l’homo sociologicus di Ralph Dahrendorf. Ho lavorato alla gestione bibliografica in una biblioteca e per passione ho conseguito un altro titolo studio in storia: una laurea specialistica in storia medievale e moderna. La tesi verteva sullo studio e ricerca di carteggi della metà del 600 appartenuti alla duchessa Giovanna Frangipane della Tolfa Orsini. Ricostruire la vita di questa donna e la documentazione riguardante suo figlio, divenuto poi papa Benedetto XIII, è stata una esperienza meravigliosa conclusasi con la pubblicazione di una miscellanea sull’ argomento. Appassionata di storia medievale moderna contemporanea, di storia dell’arte, di storia della musica e di letteratura ho una vera e propria fede nel potere delle parole, come declama Fedra a Ippolito nell’Epistula di Ovidio. Fede e volontà nello scrivere e riportare l’originalità e la peculiarità della storiografia e dell’iconografia. Campo di studi: Storia dell’arte, Storia della musica

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