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Baltimora: una città che diamo per scontato. Spesso parliamo dell’America riferendoci a poche città: San Francisco, Las Vegas, Los Angeles, New York, Chicago. Sono città dai nomi che suoneranno certamente familiari, perché presenti spesso in film o in serie tv.

Poche città per tanti film e telefilm

Per i primi, basti pensare anche solo ad alcuni titoli come “Capodanno a New York”; “Il processo ai Chicago 7”; “Una giornata di pioggia a New York” – il cui registra è il noto Woody Allen ; “The wolf of Wall Street”; “San Francisco” – con il meraviglioso Cary Grant e la bellissima Jeanette McDonald ; “Divorzio a Las Vegas”; “Once upon a time in Hollywood”.

Per quanto concerne le serie TV, la cui ambientazione è più sparsa sul territorio americano, “CSI New York”; “Revenge”; “The good wife” e il sequel “The good fight”; “Beverly Hills 90210”; “Lucifer”; “New Girl”; “Scrubs”; “Shameless”; “Chicago Fire” e i nuovi “Chicago Med” e “Chicago Pd”.

Eppure Baltimora è il centro culturale del Maryland, nel New England. Ma se ne parla?

Facciamo un esempio. Ultimamente sentiamo parlare di Università straniere poiché ci si appresta a creare un vaccino efficace contro il Covid19, giusto? Abbiamo sentito nominare la Johns Hopkins Univeristy molto spesso. Sappiamo tutti dove si trova? Si trova nel Maryland, in quello che è storicamente il New England e più precisamente a Baltimora.

Aerial of Baltimore City with the Patapsco River and waterfront buildings. Harbor East and Fells Point neighborhoods is shown on the left and the Tide Point neighborhood is shown on the right. Copyright: iStock.

Baltimora: la Johns Hopkins University

La famosissima Johns Hopkins University fu fondata nel 1876 grazie a Johns Hopkins, un finanziere statutinense che si occupò di imprese assicurative, di compagnie di navigazione e ferroviare e, nella fattispecie, della Baltimore and Ohio Railroad. Nel 1870 donò sette milioni di dollari per fondare a Baltimora l’università scientifica e medica e l’ospedale annesso che portano il suo nome. Morì nel 1873 e non potè vedere l’opera conclusa, ma l’impegno profuso hanno fatto sì che sorgesse un’istituzione ancora oggi assolutamente importante.

Johns Hopkins University. Website https://www.jhu.edu/

L’Università aprì nel 1876, mentre l’ospedale nel 1893. Nel 1955 si inaugurò una prima sede staccata anche in Italia, a Bologna, ed in seguito anche in Cina e Singapore.

L’istituzione è stata definita poi come la prima università di ricerca degli States.

Durante i primi anni accademici, l’Università si ispirò all’Università di Heidelberg e al modello di insegnamento di Wilhelm von Humboldt, linguista, diplomatico e filosofo tedesco autore della Teoria della formazione dell’uomo, Sullo studio comparato della lingua e Sul compito degli storici.

Baltimora: la storia

Baltimora non dovrebbe quindi essere così sconosciuta alla popolazione, eppure spesso non è così.

Sita all’estuario del fiume Patapsco, fu in origine un porto di smercio dei prodotti agricoli del Maryland, ma si sviluppò rapidamente come centro industriale ed è una delle città statunitensi più quotate in termini di qualità della vita, vantando vari parchi, giardini, infrastrutture ecosostenibili.

Il fiume Patapsco.

Fu fondata nel 1729 per decisione del governo provinciale del Maryland, che necessitava di un nuovo porto commerciale oltre a quello di Annapolis – la capitale.

La città deriva il nome dal lord Caecilius Calvert, secondo barone di Baltimore nonché primo governatore del Maryland.

Nel 1814 si distinse per l’eroica resistenza al blocco e al bombardamento navale degli Inglesi.

Durante la guerra di Secessione (1861-1865) si schierò formalmente con i federali, ma ufficiosamente con i sudisti.

Una veduta di Baltimora ritratta durante il 1800.

Il cattolicesimo ebbe il compito di promuovere una cultura letteraria liberale, trovando un’espressione eterodossa all’americanismo, condannato nel 1899 da Papa Leone XIII tramite una lettera indirizzata all’arcivescovo di Baltimora.

L’americanismo era una forma di adulazione ed ammirazione incondizionata verso l’insieme dei modelli culturali e sociali statunitensi, dal quale Baltimora si distaccò già prima dell’invervento papale.

Baltimora nel 1900

Un triste evento vede la città protagonista di un grave incendio avvenuto il 7 febbraio del 1904 e durato oltre le 30 ore. Per circoscrivere i danni, i pompieri furono obbligati a demolire diverse costruzioni e abitazioni, con un totale di 1.500 edifici distrutti.

L’incendio del 1904.

Eppure, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Baltimora poté godere del boom economico degli anni ’50, costruendo centri culturali, musei e un nuovo assetto urbanistico moderno.

Curiosità su Baltimora

La città di Baltimora non appartiene a nessuna contea, poiché ha lo statuto di città indipendente.

Ma, amministrativamente è soltanto soggetta all’autorità dello Stato del Maryland.

Baltimora al tramonto.

La città è divisa in nove regioni geografiche, che gli abitanti riassumono in due: east and west, divise dalla Charles Street.

Charles Street.

Il clima è umido subtropicale, secondo la classificazione Koeppen.

Tuttavia, i monti Appalachi la proteggono dai venti nordici e la Delmarva Peninsula ripara la città dalle tempeste tropicali che affliggono invece la costa.

La penisola Delmarva.

Baltimora vanta numerosi turisti che accorrono per visitare il Walters Art Museum, il Baltimore Museum of Art; la Phoenix Shot Tower; l”American Visionary Art Museum; il National Acquarium; il Fort Mc.Henry; The Maryland Zoo in Baltimore; l’Oriole Park at Camden Yeards; il B&O Railroad Museum.

Baltimora oggi

Finalmente, negli ultimi anni, dal 2016, Baltimora sta vivendo un nuovo boom economico legato al turismo, in particolare verso la baia di Chesapeake.

Grazie anche alla messa in onda della serie televisiva “Chesapeake Shores”, che la vede protagonista, ha acquisito maggiure affluenza turistica.

Infatti, il telefilm assembla ambientazioni del Maryland assieme a quelle di una baia sita davanti alla città di Vancouver (Canada) regalando allo spettatore magnifici paesaggi e località quasi paradisiache, tra porti, natura, meravigliose ville e un’atmosfera rigenerante.

Degno di nota è il fatto che Baltimora oggi è considerata il faro culturale del Maryland, quindi una città di tutto rispetto.

Fonti:

  • M.R.N. Bonacorsi, Baltimora, Corrado Tedeschi Editore, Firenze, 2017
  • D. Della Terza, Da Vienna a Baltimora. La diaspora degli intellettuali europei negli Stati Uniti d’America, Editori Riuniti, Roma, 2001
  • N. King, Baltimore Revisited: Stories of Inequality and Resistance in a U. S. City, Rutgers Univ Pr, New Jersey, 2019
  • Dr. M. N. Ozer, Baltimore: Persons and Places, CreateSpace Independent Publishing Platform, Scotts Valley, 2013
  • D. A. Nathan, Baltimore Sports: Stories from Charm City, University of Arkansas Press, Fayetteville, 2016
  • Baltimore, W. F. Coyle, The Baltimore Book: A Resume of the Commercial, Industrial, and Financial Resources, Municipals Activities and General Development of the City of Baltimore, Nabu Press, Firenze, 2010
  • C. Jones, Streetwise Baltimore: The Stories Behind Baltimore Street Names, Taylor Trade Pub,1987
  • Lewis Historical Publishing Co, Baltimore: Its History and Its People, vol 2, Andesite Press, 2015

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