Colosso di Rodi
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Un team multietnico e multinazionale di professionisti del settore ha avviato l’ambizioso “Progetto Colosso di Rodi”, volto a ricostruire la più grande statua del periodo ellenistico. Il colosso, progettato di un’altezza di 150 metri, ospiterà un museo all’avanguardia che esporrà migliaia di reperti antichi e sarà totalmente alimentato da energia solare!

Una scultura per festeggiare per una vittoria

Il Colosso di Rodi fu l’ultima delle Sette Meraviglie ad essere costruita e fu eretto per festeggiare e ringraziare gli Dei per la vittoria contro la forza d’invasione nemica che attaccò Rodi alla fine del IV secolo a.C.

Nell’anno 357 a. C., l’isola greca di Rodi fu conquistata da Mausolo di Alicarnasso, satrapo di Caria, ma cadde in mano persiana nel 340 a.C. C. e fu infine catturata da Alessandro Magno nel 332 a.C. Alla fine del IV secolo a. C., Rodi si alleò con Tolomeo I d’Egitto contro il loro comune nemico, Antígono I di Macedonia, soprannominato Monoftalmos (“l’orbo”). Nel 305 a. C., Antígono inviò il figlio Demetrio a punire la città di Rodi per essersi alleata con l’Egitto di Tolomeo, attaccando l’isola con 40.000 uomini, ma nel 304 a.C. una forza navale inviata dallo stesso Tolomeo arrivò in aiuto dei difensori di Rodi, davanti alla quale l’esercito di Antígono abbandonò l’isola in fuga.

Per celebrare la loro vittoria, i rodiesi vendettero le macchine d’assedio nemiche e, con il ricavato, finanziarono la costruzione di un’enorme statua in onore del loro dio del sole, Helios. Si dice anche che il Colosso sia stato realizzato con il bronzo fuso dalle armi degli invasori sconfitti.

La grande statua rimase in piedi per soli 56 anni, fino a quando l’isola di Rodi fu scossa da un terremoto nel 226 a.C., che distrusse gran parte della città e la fece crollare dalle ginocchia. I resti della statua rimasero intatti fino a quando gli arabi invasero l’isola nel 654 d.C. e pare che questi ultimi abbiano fuso i restanti frammenti del Colosso per ricavarne monete, attrezzi e armi.

Si stima che il Colosso di Rodi raggiunse un’altezza di circa 30 metri (ovvero 100 piedi) e che fu costruito per proteggere simbolicamente l’ingresso al porto dell’isola. Gli antichi greci e romani la consideravano una delle sette meraviglie del mondo.

Una statua di 2200 anni pronta per essere ricostruita

Un team di professionisti di diverse nazionalità, composto da un team di studiosi provenienti da tutta Europa (l’architetto Ari A. Palla, l’archeologo Christos Giannas, dal professionista di pubbliche relazioni Dionisis Mpotsas di nazionalità greca; l’ingegnere civile Enrique Fernández Menéndez e l’economista Matilda Palla di nazionalità spagnola; l’architetto Ombretta Iannone di nazionalità italiana e l’ingegnere civile Eral Dupi di nazionalità inglese) ha deciso di ricostruire il Colosso come parte di una grande iniziativa culturale europea.

“L’obiettivo del progetto non è proporre una copia dell’originale struttura in bronzo e alta 40 metri, ma risvegliare le stesse emozioni provate da chi ammirava il Colosso più di 2.200 anni fa. – comunica il team dal proprio sito web – Questa nuova costruzione alta 150 metri nasce per essere un museo, un centro culturale, una biblioteca, ma soprattutto aspira a recuperare la funzione originaria del Colosso: quella di essere un gigantesco faro, un punto di riferimento per tutte le navi di notte. Proietterà una luce che sarà visibile a una distanza di oltre 56 chilometri dal mare aperto, anche dalla costa della Turchia. […] La sua “pelle” sarà ricoperta di pannelli solari che la renderanno energeticamente autonoma al 100%: il Dio del Sole vivrà esclusivamente di energia solare”.

Riportare Rodi al centro del Mediterraneo

Una delle caratteristiche più notevoli di questa imponente struttura sarà il museo che ospiterà al suo interno e che conserverà migliaia di reperti antichi che fino ad ora hanno raccolto polvere nei fondali, nei musei e negli archivi dell’isola di Rodi.

L’obiettivo principale del progetto è riportare Rodi al “suo posto sulla mappa”, cioè al centro del Mediterraneo, per fornire un impulso significativo al turismo e portare nuove opportunità di lavoro e crescita economica sia all’economia locale che a quella nazionale. I calcoli attuali prevedono una crescita del fatturato turistico di oltre 2 miliardi di euro e un aumento del numero di visitatori del 150%.

Inoltre, come comunicato dal team del progetto, il Colosso “diventerà un grande esempio positivo per i giovani che in Europa che subiscono le conseguenze della crisi economica”.

Ecco un magnifico video che ci mostra sia l’esterno che l’interno del futuro Colosso di Rodi, secondo la ricostruzione del team di sviluppo:

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