L’eterogeneità nell’arte di Giovanni Busato

Tempo di lettura: 2 minuti Pittore vicentino, Giovanni Busato (1806-1886), viene stimato come un fervido esponente del Romanticismo italiano, esemplificato nella sua accezione ufficiale.
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Pittore vicentino, Giovanni Busato (1806-1886), viene stimato come un fervido esponente del Romanticismo italiano, esemplificato nella sua accezione ufficiale.

Gli anni della formazione

La sua formazione avviene nell’alveo dell’Accademia delle Belle Arti veneziana, ove apprende l’impostazione prospettica e la precisione del tratto. Bagaglio cognitivo che specializzerà alla volta di Roma. In seno alla capitale il consenso nel confronti della sua poetica si struttura su una espressività consapevole e matura che crea una confidenza nell’osservatore.

L’estro romantico si rivela in opere spesso scenografiche che decorano teatri, una pittura “performativa” che tende ad esaltare le umane gesta. La sua arte è documentaria della memoria storica, configurando un impianto visivo che avvalora il vissuto umano.

Una delle sue opere più note.

Il neoumanesimo di Busato

Busato sostiene una pittura di storia, in cui la prospettiva teatrale avvolge le varie vicende descritte. Dai sipari veneti alle tele nelle ville e chiese, il suo filo narrativo risiede nel encomiare una magnificenza umana. Un “neoumanesimo” che recinge il cronachismo a uno strumento di verità. L’individuo come una pars di un unicum, di un passato.

Si nota la volontà di ricreare un tessuto connettivo storico, attraverso una figurazione di stampo classicheggiante nella postura e nell’impostazione scenica.

Un esempio dell’impostazione dei ritratti.

L’influsso neoclassicista

Il neoclassicismo di fine settecento vivifica nelle sue composizioni, irrigidendo il puro senso decorativo, avvalorando principalmente il suo senso storico.

Un punto di contatto con i Nazareni porta Busato a sintetizzare la dialettica in merito al tempo e a connaturare di un afflato di più ampio respiro la sua arte.

Dal naturalismo di Courbet alla scuola di Monaco ha la possibilità di ampliare la sua visuale intellettuale, inserendosi in un dialogo internazionale che non sottopone a confini la sua fama.

L’effigie di abile ritrattista lo qualifica presso corti e palazzi. La garanzia del suo stilema da una parte gli dona una certa rinomanza, mentre dall’altra limita le sue potenzialità espressive.

L'”edificazione della società”

L’atteggiamento di Busato si configura quale una missione di edificazione della società, versus un istinto vocazionale di pura espressività artistica. Ciò costringe il campo a un esercizio figurativo di retorica. Una contemplazione di un passato, stigmatizzato in alcune vicende, che crea una staticità emotiva, poiché ridondante nella sua impostazione.

L’etica a cui il pittore rimane fedelmente legato costituirà il freno inibitorio alla sua espressione artistica in tutte le sfumature potenziali del suo corpus artistico.

Dott.ssa Costanza Marana

Bibliografia:

  • F. Barbieri, Giovanni Busato, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana. 

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