Mussolini creò la cassa integrazione guadagni?

Mussolini nel Gran Consiglio Fascista
Tempo di lettura: 3 minuti Quando si parla di fascismo, spesso la società italiana tende a dividersi in due fazioni diverse, tralasciando la verità dei fatti...
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In effetti, quando parliamo di “fascismo”, gran parte dell’opinione pubblica ancora oggi risulta essere divisa sull’argomento, in particolar modo quando si parla di presunte innovazioni attribuite a tale movimento politico e ad uno dei suoi fondatori: Benito Mussolini. Per tale motivo cercheremo di sfatare alcuni “falsi miti” attraverso alcuni articoli mirati come questo, servendoci di informazioni quanto più possibili neutrali, frutto di ricerche effettuate su portali d’informazione verificati quali siti governativi, riviste scientifiche universitarie e non. Sappiamo infatti che quando si parla di fascismo ci ritroviamo in una sorta di campo minato e che esso sembra essere ancora oggi un argomento molto sensibile, per tale motivo siamo contrari all’utilizzo di una dialettica da “clickbait”, legata cioè alla strumentalizzazione dei fatti per generare un alto numero di visite attraverso titoli fuorvianti e spesso complottisti. Infine, al termine dell’articolo in questione ti forniremo le fonti utilizzate dal nostro team e i principali portali d’informazione sull’argomento che potrai verificare in tutta calma, per approfondire la vicenda in questione.

Alcune informazioni sulla vicenda

Per poter determinare la veridicità di alcune vicende, soprattutto quelle più spinose riguardanti il fascismo in Italia, è bene essere attrezzati e non cedere facilmente a post e contenuti fuorvianti che circolano sui social media, spezzo realizzati da veri e propri nostalgici del Partito Fascista. Ecco perché è bene consultare pagine web specifiche, di enti e organizzazioni statali, dietro alle quali si celano archivi storici e documentazioni ufficiali che chiariscono ogni nostro dubbio in materia.

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è uno dei principali ammortizzatori sociali dello Stato Italiano, che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori sospesi o che lavorano ad orari ridotti. Durante l’emergenza pandemica legata al Covid-19 ne abbiamo abbondantemente sentito parlare e, come ogni cosa, quando torna ad essere un argomento centrale nei dibattiti sociali, si vanno spesso a ricercare le sue oscure origini storiche.

L’Istituto in questione fu introdotto attraverso il DECRETO LEGISLATIVO DEL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO 31 ottobre 1947, n. 1324, contenuto nella Gazzetta Ufficiale, che conteneva disposizioni sulle integrazioni salariali, poi ratificato con modificazioni dalla legge 21 maggio 1951, n. 498.

L’articolo 1 della legge 20 maggio 1975, n. 164, aggiornerà poi i presupposti applicativi della CIG alla situazione socio-economica degli anni settanta, prevedendo inoltre interventi di integrazione salariale in favore degli operai dipendenti, da imprese industriali che siano sospesi dal lavoro o effettuino prestazioni di lavoro a orario ridotto, e precisamente:

  • integrazione salariale ordinaria per contrazione o sospensione dell’attività produttiva, per situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai, ovvero determinate da situazioni temporanee di mercato.
  • integrazione salariale straordinaria per crisi economiche settoriali o locali, per ristrutturazioni, riorganizzazioni o conversioni aziendali.

La Cassa integrazione guadagni nasce quindi nell’immediato dopoguerra per sostenere i lavoratori dipendenti da aziende che durante la guerra furono colpite dalla crisi e non erano in grado di riprendere normalmente l’attività. Quindi l’Istituto paradossalmente non nasce con Mussolini e il fascismo, ma nasce per rimediare proprio ai danni creati dal fascismo e dalla guerra, che causarono milioni di disoccupati in tutto lo stato italiano.

Tutte le informazioni e i documenti sull’argomento

Al fine di giungere alle conclusioni dell’articolo, il nostro lavoro è stato raccogliere una quantità di dati rilevanti da alcuni dei più importanti studi a riguardo, facilmente consultabili da chiunque online e distribuiti da grandi rivenditori specializzati sul tema.

Ti consigliamo in particolare alcune letture interessanti e documentazioni specifiche sull’argomento in questione, che sicuramente chiariranno ogni tuo dubbio, essendo frutto di ricerche accurate e del lavoro di studiosi importanti in questo settore.

Per cominciare, potresti approfondire l’argomento consultando il saggio La dottrina del fascismo. E i documenti ufficiali dal 1919 al 1945. Il testo, arricchito dal saggio introduttivo di Luca Leonello Rimbotti, racchiude la famosa opera di Benito Mussolini, un intervento di Giovanni Gentile e anche un’ampia selezione di documenti ufficiali prodotti tra il 1919 e il 1945: dal Manifesto dei Fasci di Combattimento al Programma del Partito Nazionale Fascista, dalla Carta del Lavoro al Manifesto di Verona, dal Decreto per la socializzazione delle imprese al Decalogo dell’Italiano nuovo, redatto da Niccolò Giani per la Scuola di Mistica Fascista. Un viaggio nelle pieghe culturali e programmatiche del Fascismo, dove i riferimenti amministrativi si intrecciano con quelli esistenziali, nel solco di una weltanschauung originale, mediterranea ed europea, capace di offrire spunti economici e sociali di primo piano, ma anche di stimolare quella mai sopita tensione verso la realizzazione di un “uomo nuovo”. 

Se dovessi ricercare un titolo più divulgativo e scorrevole da leggere, ti consigliamo inoltre la consultazione dei due testi seguenti, molto utili e specifici anche su questo argomento. Stiamo parlando di: Mussolini ha fatto anche cose buone: Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo di Francesco Filippi e di Breve storia del fascismo del celebre storico Renzo De Felice, ottimi dal punto di vista storico nel chiarire una vasta serie di argomenti sul Ventennio.

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