Natale origini pagane
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Le origini

Il 25 dicembre è associato a personaggi divini ancor prima della nascita di Cristo. Alcuni da ricordare sono il dio egiziano Horus, le cui raffigurazioni che lo ritraggono spesso con la corona solare intorno al capo e in braccio a Iside ricordano le immagini dell’iconografia cristiana della Madonna col bambino, oppure il dio indo-persiano Mitra, il cui culto si fuse sincreticamente con quello di Gesù: Mitra era stato partorito da una vergine, aveva 12 discepoli ed era chiamato “il Salvatore”, oppure il dio Bacab, dio del Sole nello Yucatan, generato dalla vergine Chiribirias. Già nel 3000 a.C inoltre il 25 dicembre si celebrava il dio Sole babilonese Shamas (in lingua accadica). In Babilonia successivamente si diffondono i culti del dio Tammuz, rappresentato come un infanto in braccio alla madre Ishtar e intorno alla cui aoreola venivano raffigurate 12 stelle, simboleggianti i 12 segni zodiacali. Ammuz è destinato a morire per risorgere dopo 3 giorni. Due culti legati al giorno del solstizio d’inverno sono quello di Dionisio, che rinasceva bambino dopo essere stato ucciso e il dio sole inca Wiracocha, la cui festa ricorreva il 24 giugno per via della sua collocazione nell’emisfero sud.

Statua di Iside e Horus/ Immagine della Madonna col Bambino

Il versetto di Luca 1:35 riferito alla gravidanza mariana cita “Un vento calerà su di te e ti coprirà come un’ombra la potenza dell’altissimo”, un rimando alla frase utilizzata da Zeus nell’accoppiamento con le donne terrestri. Giovanni (7:5), Matteo (13:55) e Marco (3:22) indicano la presenza di fratelli di Gesù. La verginità di Maria, e quindi la credenza che si trattasse di una dea (madre di Dio ma creata e fecondata da Dio) diviene dogma nel 325 d.C, durante il concilio di Nicea e per volere di Giovanni Crisostomo. I vangeli di Marco e di Giovanni, che riportano diversi eventi miracolosi di Gesù, inoltre, omettono totalmente il concepimento divino. La donna fertilizzata da Dio, altresì, è un mito pagano antecedente al cristianesimo. Da quella data nessuno ha più considerato che per gli ebrei le parole “figlio di Dio” sono un modo per indicare l’uomo ebreo. Maria inoltre si recò, dopo il parto, al tempio per espiare il peccato del concepimento. Ma perché una donna illibata dovrebbe espiare un peccato che non ha commesso? Perché quando Maria e Giuseppe persero Gesù al tempio non compresero le sue parole “Perché cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del padre mio? (Luca 2:48) se quel figlio era frutto di concepimento divino? Va ricordato infine l’errore di traduzione del termine alma, che andrebbe considerato come “giovane donna” e non “vergine”.

Nel 330 d.C l’imperatore Costantino, convertitosi al cristianesimo, trasforma la festa del Sol Invictus del 25 dicembre, che già aveva riunificato i precedenti culti solari dell’impero, in festa cristiana. Già il 7 marzo del 321 aveva cambiato il nome al giorno festivo della settimana: da Dies Solis (giorno del Sole) a Died Domini (giorno del Signore), trasmutazione non attecchita in paesi anglosassoni e germanici, dove ancora oggi si parla di Sunday e Sontag. Nel 337 d.C Papa Giulio I rende ufficiale la data del Natale per la Chiesa cattolica, data citata per la prima volta in un calendario liturgico nel 354. Il papa Lene Magno (440-461) confermò la scelta del Natale il 25 dicembre. La Chiesa romana fa coincidere la nascita di Gesù con la festa del Sol Invictus in quanto festa assai popolare e molto partecipata. Allo stesso modo la festa di S. Giovanni sostituirà quella dell’Acquae l’Annunciazione quella di Diana. Invece in Orienta la data che si affermò per celebrare la nascita di Cristo fu il 6 gennaio.

San Nicola, la Befana, i Magi

Alcuni personaggi tipici delle feste odierne che vanno ricordati sono la Befana e Babbo Natale. La prima, raffigurata come strega su una scopa che dispensa carbone ai bambini cattivi rimanda alla tradizione dei rituali di fertilità legati ai fuochi sacri, mentre la simbologia della scopa ricorda un attrezzo magico e sensuale utilizzato durante i rituali di fertilità, strumento che deriva da antichi culti naturali nei quali il bastone rievoca una figura fallica. Di conseguenza la simpatica vecchietta a cavalcioni di una scopa rimanda a un rituale celebrante l’energia della fecondità. Altresì San Nicola di Mira, vescovo dell’Asia Minore tra la fine del III secolo e il IV, si afferma come figura protettrice di bambini e generosa nei doni per via di due leggende che si diffusero intorno alla sua immagine: San Nicola che resuscita tre bambini uccisi da un macellaio che ne voleva vendere le carni e San Nicola che donò di nascosto, a Patara in Turchia, durante tre notti, tre sacchetti di monete d’oro a un commerciante per evitare che questo, caduto in rovina, potesse procurare una dote alle tre figlie e non indurle invece sulla strada della prostituzione. In seguito al trasporto delle sue reliquie a Bari la sua figura si mescolò a quelle del folklore europeo e fu soprattutto la versione di San Nicola olandese, Santa Klaas, portata dai coloni a New Amsterdam (New York) a ispirare l’americanizzazione del simpatico nonno vestito di rosso: il grafico pubblicitario Haddan H. Sundbolm colorò la figura di rosso per la pubblicità della Coca Cola, dalla quale fu escluso l’aiutante di Babbo Natale, l’uomo nero (l’elfo Schwarzer Peter) che secondo la leggenda olandese era incaricato di frustrare i bambini cattivi.

Babbo Natale nella pubblicità della Coca Cola/ Immagine di San Nicola

Altri personaggi da ricordare sono i Magi, o Magusei, sacerdoti del popolo dei Medi, che praticava il culto del Dio Mitra mettendo in atto gli insegamenti del profeta Zoroatro (o Zarathustra), i cui seguaci si tramandarono uno scritto che prediceva l’apparizione di una stella lucente in cielo, la quale avrebbe segnato la fine di un’epoca e la nascita di un salvatore. I dettagli sui Magi non compaiono nei vangeli, ma 3 è il numero scelto successivamente che si riferisce alla quantità dei doni. Nei vangeli apocrifi il numero dei magi varia da due a dodici. Nel Vangelo Armeno dell’Infanzia si parla dell’arrivo di 3 magi il giorno 6 gennaio e si indicano i loro nomi: Melicon, re dei persiani, Gaspar, re degli indi e Baltasar, re degli Arabi.

Usanze Natalizie

La tradizione della stella cometa va ricondotta al dipinto di Giotto nella cappella degli Scrovegni e al fatto che nel 1301 in dicembre apparve la cometa di Halley, mentre il fenomeno luminoso che interessò il 13 novembre del 7. A.C deriva da una congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci, mentre la cometa di Halley passò nel 12 a.C.

L’abitudine del gioco della tombola nel giorno di Natale potrebbe derivare dalla concessione di giocare d’Azzardo in occasione dei Saturnali, mentre il bacio sotto il vischio deriva dalla convinzione germanica che passarvi sotto portasse ad essere baciato, ovvero benedetto, dal potere sessuale della dea Freya, dea germanica della fertilità.

Cala il sipario

Sciamano a frotte facce smunte

e verdastre, esseri avvolti in cappotti

tristi, illuminati dalle vetrine

spruzzate di neve di polistirolo

a ricreare dolci quadretti

di un Natale fine ‘800,

con manichini color carne

in improbabili vestaglie scozzesi.

E’ l’inferno o l’inizio della presa di

Coscienza dei consumatori?

Fonti:

Savino Elena, Le radici pagane del Natale. Il 25 dicembre non è il compleanno di Gesù, I Tesori, 2004

Rodrìguez Pepe, Verità e menzogne della Chiesa cattolica, Editori Riuniti, 1998

Baldini Eraldo, Bellosi Giusepe, Tenebroso Natale. Il lato oscuro della grande festa, Editori Laterza, 2012

John Updike, Gorey Edward, Dodici incubi del Natale, Alet, 2008, Padova

Documentario A.C.D.C Il vero volto di Babbo Natale

Di Eleonora Brozzoni

Laureata Triennale in Beni Culturali con una tesi sui diritti delle donne in Italia e laureata in Magistrale in Scienze Storiche con la tesi "Donne e Cinema". Appassionata di Storia contemporanea, specializzata in Storia dei generi e indirizzata verso la Storia delle donne. Scrivo per passione e per curiosità. “Lo sviluppo dell’individuo al suo massimo potenziale è il più grande potenziale a vantaggio del gruppo” – Ella Baker Campo di studi: Studi di genere, Gender Studies,

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