Al di sotto di “On the road” di Jack Kerouac

On The Road
Tempo di lettura: 6 minuti La cultura proveniente dalla strada è la protagonista nel romanzo "Sulla strada" di Jack Kerouac. Ma cosa nasconde questo termine e cosa c'è effettivamente dietro al romanzo?
Tempo di lettura: 6 minuti

La Beat Generation, la generazione madre del movimento hippy, la generazione di Jack Kerouac, dei poeti omosessuali, bisessuali, fatti di benzedrina e visionari di un’America lontana dal sistema precostituito, dalle villette di periferia dotate di televisore, auto famigliare ed elettrodomestici. Una generazione lontana dalla società opulenta del consumismo, ma affamata di poesia, letteratura, musica, pittura, sesso, droga, filosofia orientale, immensità e strada, strada, strada…

America ti ho dato tutto e ora non sono niente.
America due dollari e ventisette cents 17 gennaio 1956.
Non mi sopporto la mente.
America quando la finiremo con la guerra umana?
Scopatici con la tua bomba atomica.
Non mi sento bene non mi disturbate. 
Non scriverò la mia poesia finché non sono nel giusto stato d’animo.
America quando sarai angelica?
Quando ti toglierai i vestiti?
Quando ti guarderai dalla tomba?
Quando sarai degna dei tuoi milioni di Trotzkisti?
America perché le tue biblioteche sono piene di lacrime?
America quando manderai le tue uova in India?
Sono stufo marci delle tue richieste folli. 
Quando potrò andare in un supermarket a comprare quel che mi serve pagando con la mia bellezza? 

Primo verso di America, di Allen Ginsberg, 1956

Le origini

La Beat Generation esplode nel contesto sociale e politico degli Stati Uniti del dopoguerra. Il cittadino modello, che il ragazzo Beat rinnega, è un conformista, ansioso di corrispondere agli ideali perfezionisti della rivista Life, conduce un’esistenza grigia programmata fino alla pensione. L’ambizione di questa figura stereotipata è di rinchiudersi in una villetta di periferia, confondendosi con i suoi vicini. Il puritanesimo e il consumismo si sono congiunti nel dopoguerra, facendo sì che ogni critica all’ordine costituita divenga una perversa sovversione.

Nel clima del terrore maccartista qualsiasi pensiero originale, persino qualsiasi forma inedita culturale, sono condannate come attività “antiamericane”. Ci si allontana da questo temibile mondo esterno (minacciato dalla guerra fredda, dal terrore di un olocausto nucleare), da cui Allen Ginsberg si dissocerà definendosi coraggiosamente “comunista e pederasta”, finendo addirittura rinchiuso in manicomio, rintanandosi “all’interno”, nel mondo sommesso della creatività, della poesia, della letteratura.

Vignetta di una pubblicità degli anni ’50

Il manifesto celeberrimo di questa generazione di intellettuali ribelli, drogati di libri e benzedrina, è l’opera Sulla strada, di Jack Kerouac, scritta nell’arco di tre settimane su un unico interminabile rotolo di carta di approssimativamente 36 metri, in un tour de force costituito da estenuante battitura a macchina, caffè, droghe e brevi sonni, ispirata ad un’esperienza, maturata dallo stesso autore, di sette anni sulla strada ed incentrata sulle vicende suoi due protagonisti, i quali ricalcano due personaggi reali: Kerouac stesso (ovvero il franco-canadese Sal nel libro) e Neal Cassady (Dean Moriarty), pregiudicato di Denver per una storia di furti d’auto, descritto dagli amici come un folle incompreso, pilota imbattibile, colui che, grazie alla sua corrispondenza epistolare con Hal Chase, di uno stile scevro di punteggiatura, furioso e viscerale, costituì il credito letterario e l’ispirazione per lo scrittore Kerouac.

Neal Cassady (a sinistra) e Jack Kerouac (a destra), 1952

Neal Cassady è bisessuale e, tra le tante, stringe una relazione amorosa con Allen Ginsberg, il quale si ritroverà a viaggiare in Europa e in Africa (come Carlo Marx in Sulla strada) per lasciare l’amante libero di viaggiare dalle sue fidanzate sulla costa occidentale. Fresco di divorzio dalla prima moglie, Edie Parker, quando incontra Neal, Kerouac si getta tra le braccia della fidanzata di Neal, LuAnne (Marylou), e formerà un triangolo amoroso a San Francisco con la seconda compagna di Neal, Carolyn.

“Io e Dean ci siamo imbarcati in un esperiemento fantastico. Stiamo cercando di comunicarsi a vicenda con assoluta sincerità e assoluta completezza tutto quello che abbiamo in mente. Abbiamo dovuto prendere la benzedrina. Ci sediamo sul letto, a gambe incrociate, l’uno di fronte all’altro.”

Carlo Marx, in Sulla strada

Jack e Neal partono all’avventura per l’immensità statunitense a bordo di una Hudson ultimo modello nel 1949: loro due e LuAnne. Neal non molla mai il volante, copre la distanza tra New York e San Francisco in tre giorni e tre notti, guidando a 110 miglia orarie, imbottendosi di “bennies” e alcool.

La faccia impietrita e ostinata di Dean stava sempre piegata sul cruscotto con un’ossuta decisione tutta sua. “A che pensi, camerata?” “Ah, ah, ah, ah, alla stessa vecchia cosa, lo sai: ragazze ragazze ragazze”

Sulla strada

Scena tratta dal film On the road: Sal Paradise (Sam Riley) e Dean Moriarty (Garrett Hedlund)

Influenze orientali ed intenti politici: gli hippy

Ad esercitare influenza su questo gruppo di apparentemente sgangherati intellettuali è la filosofia del buddismo Zen, che Kerouac interpreta a modo proprio, affascinato soprattutto dallo Zen Mahayana, il buddismo originale di Gotama Sakyamuni, il Budda dell’India antica, che predica tradizionalmente l’esercizio consapevole della compassione e della fratellanza, a cui si appassiona dopo la storia d’amore scritta nei Sotterranei.

Alle undici mi infilai dentro il sacco a pelo e dormii bene, anche se la nodosità dei bambù sotto le foglie mi fecero girare e rigirare tutta la notte. “Meglio dormire libero in un letto scomodo che dormire prigioniero in un letto comodo”. Elaboravo massime di tutti i tipi via via che il tempo passava. Avevo intrapreso una nuova vita con la mia attrezzatura nuova: un vero Don Chisciotte della tenerezza. Al mattino mi sentivo tutto euforico e per prima cosa meditai e composi una breve preghiera: “Vi benedico, o tutte le cose viventi, vi benedico nell’eterno passato, vi benedico nell’eterno presente, vi benedico nell’eterno futuro, amen”.

I vagabondi del Dharma

A pochi giorni dall’uscita di Sulla strada viene lanciato lo Sputnik in orbita, il primo satellite russo. Nasce il movimento beatnik: una generazione che nutre una profonda avversione nei confronti dei valori americani e della società tradizionalista. Un movimento che permette anche agli omosessuali di uscire allo scoperto: per primi Allen Ginsberg e William Burroughts (altro padre fondatore della Beat Generation, amico sia di Allen, che di Kerouac, che di Lucien Carr). All’inizio puramente edonista, presto il movimento beatnik, spinto dalla guerra in Vietnam, dalla violenza razziale, dall’assassinio di Kennedy, si radicalizza.

Bob Dylan e Allen Ginsberg

Ai beatnik succedono gli hippy, che manifestano ancor più animatamente soprattutto in merito a temi pacifisti ed ecologisti. Ginsberg è l’unico tra gli esponenti della Beat Generation ad appoggiareil movimento hippy, abbracciando quell’impegno politico tanto agognato anni addietro dai suoi genitori. Protesta contro la guerra in Vietnam, recitando mantra imparati in India. Tra gli hippy si unisce chi, un decennio prima, si era ribellato alla censura maccartista. Gli hippy si ritrovano soprattutto a San Francisco a partire dal 1964, mantenendo atteggiamenti tipicamente beatnik, quali il rifiuto della comodità e la povertà rivendicata, abbandonando tuttavia l’individualismo beat per abbracciare la vita comunitaria. L’eredità di Sulla strada tuttavia continua ad esercitare influenza, non solo ispirando l’ideale hippy del vagabondaggio: John Lennon trasforma Beetles in Beatles, i Doors leggono Sulla strada, Bob Dylan trattiene un rapporto privilegiato con Ginsberg. I valori del movimento rimangono attuali fin dopo la scomparsa di Ginsberg, nel 1997: Gary Snyder, poeta della Beat Generation e amico di Kerouac, è una delle grandi voci degli anni Sessanta, manifestando in California accanto a Ginsberg, distinguendosi per il suo impegno ecologista.

«Gli hippie sono bravi ragazzi, meglio di noi Beat. Io e Ginsberg…abbiamo tutti quarant’anni e abbiamo cominciato questa cosa che loro hanno continuato. Ma molti imbroglioni e comunisti ci sono saltati sulla schiena. Sulla mia, non sulla sua. (Laurence) Ferlinghetti mi è saltato sulla schiena ed ha storpiato la mia idea. Per me la Beat Generation era fatta di beatitudine e piacere nella vita e tenerezza. Ma nei giornali l’hanno chiamata Ammutinamento Beat. Insurrezione Beat. Parole che io non ho mai usato perché sono cattolico. Io credo nell’ordine, nella tenerezza e nella pietà. […] (Il movimento) era puro nel mio cuore.»

Intervista a Jack Kerouac tratta dal film documentario “What Happened to Kerouac”, di Richard Lerner e Lewis MacAdam

Fonti:

Film documentario What Happened to Kerouac, di Richard Lerner e Lewis MacAdam (https://www.youtube.com/watch?v=KOSSZqfUVqI)

Film On the road, di Walter Sallers

Jack Kerouac, Sulla strada, Mondadori, Milano, 2022

Jack Kerouac, I vagabondi del Dharma, Mondadori, Milano, 2016

Dister Alain, La Beat Generation. Rivoluzione on the road, Universale electa/gallimard storia e civiltà

Bevilacqua Emanuele, Guida alla Beat Generation, Edizioni Theoria s.r.l, Roma-Napoli, 1994

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